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giuppyguppy
Registrato: 13/09/08 15:22
Messaggi: 558
Residenza: Orta di atella (CE)
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Inviato:
Sab Feb 06, 2010 9:54 pm |
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Ho trovato su un sito di compra-vendita un
Lepidodactylus lugubris
maschio ...prezzo 50€
Che ne dite? |
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Lalla

Registrato: 02/08/06 23:53
Messaggi: 2639
Residenza: Pavia
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Inviato:
Sab Feb 06, 2010 10:22 pm |
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i maschi ci sono anche se molto rari.. non è che non esistono. |
_________________ =Laura=
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R. ciliatus & Co.
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www.terraritalia.com
cit. "Mai discutere con un idiota, prima ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza" |
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giorgio199
Traduttore

Registrato: 13/09/08 19:33
Messaggi: 1885
Residenza: Carpi (MO)
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Inviato:
Sab Feb 06, 2010 11:07 pm |
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| Lalla ha scritto: |
| i maschi ci sono anche se molto rari.. non è he non esistono. |
su GU una volta avevo letto che c'è un'altissima probabilità che siano sterili |
_________________ Giorgio. |
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Manu

Registrato: 26/06/06 21:56
Messaggi: 10598
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Inviato:
Lun Feb 08, 2010 1:13 pm |
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guscioduro

Registrato: 01/01/10 19:11
Messaggi: 78
Residenza: Nerviano (MI)
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Inviato:
Lun Feb 08, 2010 4:28 pm |
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E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
_________________ "Tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli". Walt Disney
''Non discutere con lo stolto, altrimenti la gente che ascolta potrebbe non distinguere chi dei due è lo stolto!'' Oscar Wilde. |
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giorgio199
Traduttore

Registrato: 13/09/08 19:33
Messaggi: 1885
Residenza: Carpi (MO)
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Inviato:
Lun Feb 08, 2010 6:19 pm |
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| guscioduro ha scritto: |
E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
io credo che in cattività non ci sia stato nessun accoppiamento sessuato, anche perchè credo che avrebbe fatto notizia.. penso sia una caratteristica evolutiva della specie, per sopravvivere, al contrario di specie che conservano popolazioni non partenogenetiche, c'è stata la necessità di continuare a procreare per partenogenesi, così che quei pochi maschi che in qualche modo nascono, siano superflui alla sopravvivenza della specie.. ma è l'ipotesi di Giorgio, magari è una gran balla  |
_________________ Giorgio. |
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Manu

Registrato: 26/06/06 21:56
Messaggi: 10598
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Inviato:
Lun Feb 08, 2010 9:23 pm |
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| giorgio199 ha scritto: |
| guscioduro ha scritto: |
E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
io credo che in cattività non ci sia stato nessun accoppiamento sessuato, anche perchè credo che avrebbe fatto notizia.. penso sia una caratteristica evolutiva della specie, per sopravvivere, al contrario di specie che conservano popolazioni non partenogenetiche, c'è stata la necessità di continuare a procreare per partenogenesi, così che quei pochi maschi che in qualche modo nascono, siano superflui alla sopravvivenza della specie.. ma è l'ipotesi di Giorgio, magari è una gran balla  |
Ma in realtà se non ricordo male le linee partenogenetiche di
L. lugubris
presenti in natura beneficiano di una minima variabilità genetica con ibridazioni naturali con altre specie di
Lepidodactylus
. |
_________________ Ciao,
Manu
http://www.italiangekko.net/
http://www.gechionline.it/
http://www.t-rexgeckos.com/ |
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giorgio199
Traduttore

Registrato: 13/09/08 19:33
Messaggi: 1885
Residenza: Carpi (MO)
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Inviato:
Lun Feb 08, 2010 9:25 pm |
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| Manu ha scritto: |
| giorgio199 ha scritto: |
| guscioduro ha scritto: |
E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
io credo che in cattività non ci sia stato nessun accoppiamento sessuato, anche perchè credo che avrebbe fatto notizia.. penso sia una caratteristica evolutiva della specie, per sopravvivere, al contrario di specie che conservano popolazioni non partenogenetiche, c'è stata la necessità di continuare a procreare per partenogenesi, così che quei pochi maschi che in qualche modo nascono, siano superflui alla sopravvivenza della specie.. ma è l'ipotesi di Giorgio, magari è una gran balla  |
Ma in realtà se non ricordo male le linee partenogenetiche di
L. lugubris
presenti in natura beneficiano di una minima variabilità genetica con ibridazioni naturali con altre specie di
Lepidodactylus
. |
wow questa informazione è da aggiungere al bagaglio gecofilo.. fortissimo  |
_________________ Giorgio. |
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guscioduro

Registrato: 01/01/10 19:11
Messaggi: 78
Residenza: Nerviano (MI)
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Inviato:
Mar Feb 09, 2010 3:02 pm |
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| Manu ha scritto: |
| giorgio199 ha scritto: |
| guscioduro ha scritto: |
E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
io credo che in cattività non ci sia stato nessun accoppiamento sessuato, anche perchè credo che avrebbe fatto notizia.. penso sia una caratteristica evolutiva della specie, per sopravvivere, al contrario di specie che conservano popolazioni non partenogenetiche, c'è stata la necessità di continuare a procreare per partenogenesi, così che quei pochi maschi che in qualche modo nascono, siano superflui alla sopravvivenza della specie.. ma è l'ipotesi di Giorgio, magari è una gran balla  |
Ma in realtà se non ricordo male le linee partenogenetiche di
L. lugubris
presenti in natura beneficiano di una minima variabilità genetica con ibridazioni naturali con altre specie di
Lepidodactylus
. |
Praticamente s'incrociano/ibridano?
E la prole non sarà mai meticcia/ibrida?
Ripensandoci, la prole potrebbe avere il patrimonio gentico al 99% identico alla madre e 1% al padre, giusto quel minimo di variabilità che serve alla specie, giusto?  |
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Manu

Registrato: 26/06/06 21:56
Messaggi: 10598
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Inviato:
Mar Feb 09, 2010 6:33 pm |
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| guscioduro ha scritto: |
| Manu ha scritto: |
| giorgio199 ha scritto: |
| guscioduro ha scritto: |
E quella piccolissima percentuale di maschi fecondi, semmai ci fossero, darebbe prole con seppur minima variabilità genetica?  |
io credo che in cattività non ci sia stato nessun accoppiamento sessuato, anche perchè credo che avrebbe fatto notizia.. penso sia una caratteristica evolutiva della specie, per sopravvivere, al contrario di specie che conservano popolazioni non partenogenetiche, c'è stata la necessità di continuare a procreare per partenogenesi, così che quei pochi maschi che in qualche modo nascono, siano superflui alla sopravvivenza della specie.. ma è l'ipotesi di Giorgio, magari è una gran balla  |
Ma in realtà se non ricordo male le linee partenogenetiche di
L. lugubris
presenti in natura beneficiano di una minima variabilità genetica con ibridazioni naturali con altre specie di
Lepidodactylus
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Praticamente s'incrociano/ibridano?
E la prole non sarà mai meticcia/ibrida?
Ripensandoci, la prole potrebbe avere il patrimonio gentico al 99% identico alla madre e 1% al padre, giusto quel minimo di variabilità che serve alla specie, giusto?  |
Esatto,
ed ecco perchè capita che nonostante la partenogenesi nascano cuccioli maschi o fenotipicamente differenti dalla madre  |
_________________ Ciao,
Manu
http://www.italiangekko.net/
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vale92

Registrato: 27/03/07 19:05
Messaggi: 1813
Residenza: jesolo(VE)
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Inviato:
Mar Feb 09, 2010 6:50 pm |
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Anche pechè se no i piccoli sarebbero come un clone della madre!
E a lungo andare non riuscirebbero ad evolversi se dovesse esserci qualche cambiamento climatico.
O almeno credo  |
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Manu

Registrato: 26/06/06 21:56
Messaggi: 10598
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Inviato:
Mar Feb 09, 2010 6:58 pm |
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| vale92 ha scritto: |
Anche pechè se no i piccoli sarebbero come un clone della madre!
E a lungo andare non riuscirebbero ad evolversi se dovesse esserci qualche cambiamento climatico.
O almeno credo  |
Ma in realtà i problemi della partenogenesi in specie così "evolute" dovrebbero essere anche tanti altri, infatti sono curioso di vedere per quante generazioni CB potranno riprodursi per partenogenesi senza avere alcun problema.
Infatti i gechi nati in cattività sono tutti cloni (come la maggior parte di quelli nati in natura), apparte le eccezioni sopra citate  |
_________________ Ciao,
Manu
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guscioduro

Registrato: 01/01/10 19:11
Messaggi: 78
Residenza: Nerviano (MI)
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Inviato:
Mer Feb 10, 2010 4:25 pm |
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Quindi
L. lugubris
possono essere più vulnerabili ai cambiamenti climatici e ai vari parassiti, se non avessero, ogni tanto, quella minima variabilità genetica.
Insomma, non è che abbiano veramente un'asso nella manica...  |
_________________ "Tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli". Walt Disney
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Oscar

Registrato: 19/10/09 19:11
Messaggi: 963
Residenza: Rovereto (Trento)
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Inviato:
Mer Feb 10, 2010 8:04 pm |
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Bhe in compenso hanno la possibilità di infestare qualsiasi zona a loro adatta  |
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Manu

Registrato: 26/06/06 21:56
Messaggi: 10598
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Inviato:
Mer Feb 10, 2010 10:25 pm |
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| Oscar ha scritto: |
Bhe in compenso hanno la possibilità di infestare qualsiasi zona a loro adatta  |
Esatto,
anche questa è una cosa curiosa e che apre una domanda "Sono realmente così vulnerabili senza variabilità genetica?".
Questo perchè hanno colonizzato mezzo mondo senza grosse difficoltà, e non credo che con loro ci sia sempre un maschio di un'altra specie di
Lepidodactylus
, quindi la logica dice che le possibilità son due:
1- Le popolazioni alloctone di
L. lugubris
sono destinate ad estinguersi per mancanza di variabilità genetica.
2- La variabilità genetica data da ibridazioni naturali tra
L. lugubris
e altre specie di
Lepidodactylus
è superflua per la loro sopravivenza. |
_________________ Ciao,
Manu
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