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Scheda approfondita - Phelsuma standingi - Methuen & Hewitt 1913

Scritto da Alessio Paoletti. Postato in Schede approfondite

 

Tassonomia e nomenclatura

Famiglia:

  • Gekkonidae

Genere:

  • Phelsuma

Specie:

  • standingi

Sinonimi:

  • Phelsuma standingi - METHUEN & HEWITT 1913
  • Phelsuma standingi - MERTENS 1962
  • Phelsuma standingi - KLUGE 1993
  • Phelsuma standingi - GLAW & VENCES 1994
  • Phelsuma standingi - BERGHOF 2005

 

Distribuzione

Nelle zone aride del Sud Ovest del Madagascar, nelle regioni intorno Andranolaho e Sakaraha.
Type locality: foreste nei pressi del fiume Onilahy vicino Maroamalona.

Descrizione e abitudini di vita

Sono tra i gechi più grandi in assoluto, raggiungendo una lunghezza massima di 28 cm, coda compresa.
La colorazione del corpo varia tra il verde e il marrone, a volte può essere grigiastra. La coda può assumere un colore azzurro, mentre la testa è generalmente verde. Da giovani presentano una colorazione differente dagli adulti, con capo verde e con il corpo di una colorazione di fondo turchese, interrotta da numerose bande orizzontali marroni o bordò, che crescendo si trasformeranno in un pattern reticolato piuttosto intricato. I cambiamenti di colore a seconda dell’azione che stanno compiendo sono abbastanza evidenti: durante i pasti essi tenderanno ad accendersi, mentre durante il periodo di basking diventeranno più opachi.
La testa non è distintamente staccata dal corpo ed il muso è appuntito.
Hanno abitudini strettamente diurne, non a caso le loro pupille sono rotonde, caratteristica che accomuna la maggior parte dei gechi attivi di giorno. Non hanno palpebre mobili, bensì una membrana sovraoculare trasparente atta a protegge gli occhi.
Nelle femmine spesso le sacche endolinfatiche, posizionate dietro il capo, sono molto evidenti, mentre nei maschi a volte sono solo appena accennate.
Sono dotati di lamelle subdigitali e, come per tutte le Phelsuma, il primo dito di ciascuna zampa è visibilmente più piccolo degli altri.
Sono in grado di autotomare la coda, la quale ricrescerà ma con un aspetto differente e generalmente più corta.
Nonostante le dimensioni imponenti, sono gechi molto agili e veloci.

Phelsuma standingi è strettamente diurno ed arboricolo, preferendo però un clima più secco rispetto alla maggior parte degli altri membri di questo genere.
Sono probabilmente la specie più antica del genere. Si pensa infatti che le prime Phelsuma, provenendo dall’entroterra sudafricano, siano riuscite ad adattarsi prima al clima arido del sudovest dell’isola malgascia e poi ad espandersi nel resto dell’isola dove l’ambiente è più umido.

Allevamento

Per allevare una coppia di P. standingi è necessario un terrario sviluppato in altezza, che misuri almeno 40x40x60cm, ma una teca più grande è consigliabile. Terrario o vasca in plastica non fa differenza, ma viste le dimensioni inusuali per un box la soluzione ampiamente più attuabile è quella del terrario in vetro. Il legno è sconsigliabile perché, nonostante questi gechi non necessitino di alta umidità, dovrà essere effettuata una nebulizzazione d’acqua al giorno, e a lungo andare potrebbe danneggiare il terrario; inoltre essendo gechi diurni avranno bisogno di una luce che una teca non trasparente potrebbe non fornire.
Come per la quasi totalità dei gechi, due o più maschi nello stesso terrario finirebbero per litigare in brevissimo tempo, mentre più femmine, anche in compagnia di un esemplare del sesso opposto, possono convivere tranquillamente, ovviamente sempre rispettando le loro esigenze di spazio e di rifugi.
Una vasca d’acqua è superflua, se non fastidiosa. Una ciotolina per il cibo invece può essere utile se posizionata circa a metà dell’altezza della teca.

E’ possibile scegliere due metodi d’allestimento del terrario:

Terrario naturalistico

È il tipo di terrario decisamente più consigliabile per allevare Phelsuma, nonostante sia più delicato e abbia bisogno di maggiore manutenzione.
Come substrato possono essere utilizzati senza molte differenze torba, terriccio, corteccia o miscugli di essi, a formare uno strato di qualche centimetro.
È importante la presenza di  piante da inserire libere nel substrato o preferibilmente in vaso. Le classiche piante da terrario, come Sansevieria sp. o Scindapsus aureus, vanno benissimo. Tenendo presente il luogo semi arido di provenienza di questa specie bisognerà però limitare il numero di piante che si vogliono inserire, per non ricostruire un habitat troppo dissimile da quello originario ma soprattutto per evitare problemi legati all’eccessiva umidità che potrebbe formarsi.
Per favorire la crescita delle piante può essere d’aiuto un neon fitostimolante.
I rami sono invece imprescindibili. È consigliabile posizionarne diversi in varie angolazioni, sia verticali, che orizzontali, che obliqui. Un ramo posto in orizzontale al di sotto della lampada è fondamentale per garantire un punto di basking, cioè dove i gechi possono crogiolarsi al caldo. I bambù, nonostante non siano tipici del loro habitat, sono una valida scelta.
Inoltre dovranno essere garantiti una serie di nascondigli che verranno utilizzati da P. standingi per passare la notte, nonostante capiti che, se a loro agio nel terrario, non ne usufruiscano se non in rare occasioni. Essi possono essere costituiti da pezzi di corteccia o da punti di fitta vegetazione, come ad esempio la base di un S. aureus. L’importante è che non si trovino sul fondo del terrario, il quale non sarà quasi mai occupato, ma a diverse altezze.
Infine, per quanto riguarda l’illuminazione, sono necessari uno spot, che crei anche un punto caldo in alto, e un neon UVB al 2 o al 5%.

Terrario asettico

È questa la soluzione più semplice ma da utilizzare solo in caso di quarantena o in periodi particolari in cui non è possibile alloggiare i gechi in un terrario naturalistico. Infatti con questo tipo di allestimento è piuttosto difficile mantenere un giusto livello di umidità.
Sul fondo può essere posizionato un tappeto sintetico o uno strato di carta assorbente.
Per arredare la teca si utilizzeranno rami veri o finti o anche i rotoli attorno ai quali è avvolta la carta assorbente, in modo tale da fornire allo stesso tempo anche un nascondiglio. Questi rotoli di carta però si deformano facilmente dopo le prime nebulizzazioni, oltre ad essere facili prede di muffe, per cui vanno cambiati frequentemente.
Piante finte possono essere utilizzate come piccola decorazione o come nascondiglio in un angolo in alto, ma una pianta vera è comunque consigliabile. Inoltre possono essere adattate a tana le vaschette di plastica come quelle del gelato o anche più piccole.

L’allevamento di P. standingi è molto semplice, ed è sicuramente una delle specie più adatte, se non la più adatta, per cominciare ad allevare Phelsuma, specialmente se si è alle prime armi. Ciò è dovuto dal fatto che, oltre che essere piuttosto resistente a condizioni ambientali e di gestione imperfette, rispetto a tutte le altre Phelsuma, come già detto, per questa specie non c’è bisogno di impegnarsi a mantenere l’aria umida.
Un umidità del 50% con massimi del 60-65% dopo le nebulizzazioni è quella che preferiscono. Il momento migliore per nebulizzare è al mattino o nel primo pomeriggio, sconsigliabile invece alla sera, per evitare che l’acqua non evapori se non solo al mattino seguente. Nei terrari naturalistici è sufficiente farlo una volta al giorno, mentre in quelli asettici sarà probabilmente necessario farlo due volte.
Le temperature di casa sono buone per P. standingi; ad esclusione del periodo della bruma (cioè  periodo in cui i gechi affrontano una sorta di letargo) ed eventualmente durante l’estate, se c’è caldo a sufficienza. Durante l'anno sarà comunque necessario fornire una piccola zona calda in alto sopra un ramo orizzontale tramite uno spot. Questa zona deve essere sui 32°-33°C.

Inoltre essendo diurni necessitano di una fonte di raggi UVB al 2 o al 5% che sostituisca la luce solare che aiuta gli animali a produrre la vitamina D3, necessaria per la sintetizzazione del calcio.
Durante l’estate il periodo di illuminazione durerà 10-12 ore. Con l’arrivo dell’inverno le ore di luce si ridurranno gradualmente fino a 8-10.
Anche le temperature andranno abbassate. In genere basta diminuire pian piano il wattaggio dello spot fino a toglierlo del tutto e lasciare il terrario ai 20°C circa presenti in casa.
Il periodo di bruma deve essere fatto durare due o tre mesi, all’incirca da inizio Dicembre fino a Gennaio-Febbraio. Dopodiché si procederà all’innalzamento delle temperature con lo stesso metodo con cui le si è fatte abbassare.
Perchè il terrario abbia un buon ricircolo d'aria è sufficiente un soffitto in rete, ma prese d’aria ai lati della teca sono comunque d’aiuto.

Alimentazione

Phelsuma standingi è un geco vorace che si nutre sia di insetti che di frutta.
Come insetti possono essere somministrati tutti i più comuni insetti da pasto: grilli, blatte, tarme e kaimani. La frutta invece può essere fornita sotto forma di omogeneizzati per bambini. Gli omogeneizzati possono essere integrati con  polline, in quanto è stato appurato che in natura i gechi vanno spesso e volentieri a leccarlo dai fiori, come in cattività si può notare una certa predilezione per gli omogeneizzati così integrati.
Inoltre miele o tuorlo d’uovo sono estremamente graditi, soprattutto il secondo, ma sono entrambi da somministrare solo saltuariamente. Il miele perché molto dolce, il tuorlo perché molto proteico.
L’habitat naturale di questa specie non offre cibo in abbondanza, per cui in cattività, dove tra l’altro i gechi sono anche limitati nei movimenti, c’è una lieve tendenza all’obesità. Non bisogna dunque esagerare al momento della nutrizione. Sarà sufficiente alimentarli 3 o 4 volte a settimana con 2-3 insetti per pasto ad animale. L’omogeneizzato è conveniente darlo non più di una volta a settimana.
Con animali diurni come questi,  se non si vuole che vadano incontro a problemi di salute anche gravi, sarà necessario integrare i pasti con calcio e vitamina D3 almeno due volte a settimana.
Inoltre due volte al mese si potranno spolverizzare sulle prede integratori multivitaminici.

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale in questa specie è piuttosto evidente.
Ventralmente i maschi, a differenza delle femmine, alla base della coda hanno due rigonfiamenti abbastanza marcati contenenti gli emipeni. Inoltre nella zona tra le zampe posteriori si trovano i pori femorali, anche questi segno distintivo dei maschi, ricoperti da una sostanza cerosa di colore giallastro; nelle femmine invece è biancastra come il resto del ventre.
In molte femmine infine sono ben evidenti ai lati del collo le sacche endolinfatiche, ovvero riserve di calcio che verranno utilizzate durante il periodo riproduttivo per la formazione dei gusci delle uova.
Il dimorfismo sessuale comincia ad essere visibile dagli 8 mesi di età in poi.


Riproduzione

La riproduzione di P. standingi può essere tentata dopo i 18 mesi di età.
Gli accoppiamenti inizieranno poco dopo che le temperature saranno state riportate alla normalità al termine della bruma.
Per aumentare le possibilità di avere accoppiamenti, è molto importante separare i maschi dalle femmine durante l’inverno. Se li si tiene uniti le deposizioni potrebbero essere in numero molto minore, se non addirittura assenti. Per il resto dell’anno i due sessi possono essere alloggiati insieme senza problemi, ma può capitare che il maschio tenti di approcciare la femmina troppo insistentemente, e questo può causare ulteriore stress alla femmina in un periodo già particolarmente impegnativo. In casi come questo la femmina cercherà sempre di non farsi vedere dal maschio, anche a costo di rifugiarsi vicino al suolo. A questo punto è bene separare i gechi ed eventualmente riunirli dopo un certo periodo di tempo.
Il corteggiamento attuato dal maschio consiste nell’avvicinarsi alla femmina muovendosi a scatti, ondeggiando ripetutamente la testa a destra e a sinistra. Inoltre “annusa” frequentemente l’aria con la lingua, che porta particelle odorose all’organo di Jacobson, per capire se la femmina sia ricettiva o meno. In caso di non ricettività della femmina, essa si allontanerà con uno scatto. A volte può accadere che per segnalare al maschio di non volersi accoppiare, alzi per qualche secondo una delle zampe anteriori.

Durante l’accoppiamento vero e proprio il maschio morde il collo della femmina e porta la sua coda sotto quella del partner per poter meglio inserire uno dei due emipeni. Il tutto in media dura una decina di minuti.
Tra la copula e la deposizione e tra una deposizione e l’altra passa circa un mese. Nelle ultime fasi della gestazione due macchie rosa sono facilmente identificabili osservando la pancia della geca da sotto. Con un solo accoppiamento possono venire deposte fino a tre coppie di uova.
Le uova vengono deposte in luoghi riparati, come ad esempio dietro una corteccia o anche nella vaschetta del cibo. Di solito una volta trovato un buon posto all’interno del terrario per ospitare le uova, continueranno ad usare quello per tutte le deposizioni future. Phelsuma standingi non sono tra quelle Phelsuma che incollano le loro uova alle pareti o su arredamenti del terrario.
L’incubazione dura circa due mesi a temperature di 28°-29°C, senza bisogno di escursione termica tra giorno e notte. È comunque accettabile un range di temperature lievemente più ampio. Essendo le uova a guscio duro, è preferibile non appoggiarle direttamente sul substrato umido, bensì in un tappo di plastica con un po’ di sabbia o altro materiale secco. Come substrato si può utilizzare la classica vermiculite mischiata con una quantità d’acqua di pari peso. È utile controllare regolarmente che il substrato rimanga all’incirca umido sempre allo stesso modo per evitare pericolosi sbalzi che possono facilmente arrecare danni agli embrioni. Per fare ciò può essere utile un igrometro, specialmente quando si è agli inizi e non si è ancora abituati ad incubare uova.
Alla schiusa i nuovi nati misurano circa 7 cm per poco meno di 2 gr di peso.

Allevamento cuccioli

Da cuccioli le P. standingi vanno allevate in linea di massima allo stesso modo degli adulti. Le uniche differenze sono che necessitano di un’umidità leggermente più elevata per facilitare le frequenti mute, le quali andranno a farsi sempre più sporadiche con l’età, che hanno bisogno di mangiare più frequentemente (5 o 6 volte a settimana), e che il neon UVB è rigorosamente obbligatorio. Se per gli adulti che non devono più crescere il bisogno di una luce ultravioletta è importante ma non fondamentale, per i piccoli questa è assolutamente indispensabile. Una mancanza di UVB provoca all’inizio inappetenza, ipoattività, difficoltà nell’arrampicarsi e nel mutare e dopo non molto sopraggiunge la MOM (Malattia Osseo-Metabolica), che se non curata in tempo può anche portare alla morte dell’animale.
Il primo inverno è sconsigliabile farlo passare al freddo, perché il geco non ha ancora finito di crescere e una prolungata assenza di cibo può creargli problemi.

Tutela e protezione

La CITES (Convention on International Trade in Endangered Species) ha inserito questa specie, insieme a tutto il resto del genere Phelsuma, nell’appendice II. Ciò vuol dire che ogni geco deve obbligatoriamente essere sempre accompagnato dal proprio documento, da farsi dare dal venditore in caso di acquisto o da fare in prima persona in caso di nascita. Per ulteriori informazioni è vivamente consigliabile, se non indispensabile se si vuole fare il registro di carico/scarico, rivolgersi al più vicino ufficio CITES.

Curiosità

Gli adulti sono in grado di riconoscere i conspecifici più giovani anche se non imparentati, e dunque evitano accuratamente di nutrirsene. Nel caso in cui un adulto per errore tenti di ingoiare un piccolo, questi emette un tipico e particolare verso che persuade l’adulto a lasciarlo immediatamente.
Per questo motivo non sono rari i casi di piccoli allevati nella stessa teca degli adulti fino alla maturità sessuale.