Come scelgo il geco da comprare?

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in Articoli Terraristici

header quale geco

Ultimamente mi sono domandato se c'è stato un cambio di tendenza nella terraristica, se è aumentato il menefreghismo o se semplicemente, ormai, tutti danno per scontato che un animale all'atto dell'acquisto sia sano.
Mi pongo questo quesito perché, fino a qualche anno fa, erano due le domande base dei neofiti: "Quale specie è più adatta per iniziare?" e "Come faccio a capire se il geco che voglio compare è sano?".
Ecco, la prima domanda è rimasta una prassi, la seconda, invece, si è estinta.

Fatta premessa che, negli ultimi tempi, gli animali in vendita tendono ad essere in condizioni migliori rispetto al passato, perché nessuno chiede più come scegliere il geco da comprare?
Non credo che improvvisamente i neofiti abbiano sviluppato un occhio clinico fenomenale e, viste certe discussioni sui social, non credo nemmeno che abbiano realmente le nozioni giuste per riconoscere un geco sano da uno che non lo è.
Ovviamente, non parlo di quei casi dove il rettile è più vivo che morto, ma di quelle condizioni particolari che a colpo d'occhio possono sfuggire se inesperti.
Quindi nonostante la quantità di informazioni sempre maggiore, nonostante i negozianti siano diventati mediamente più preparati di anni fa, trovo che sia il caso di rispolverare questo argomento.

Iperparatiroidismo Secondario Nutrizionale in Diplodactylus galeatus

Scritto da HerpVet - Traduzione: Eleonora Buratti - Revisione veterinaria: Eleonora Anicito. Postato in Articoli Veterinari

Diplodactylus galeatus MOM

L'individuo in foto, una femmina di Diplodactylus galeatus, piccolo geco originario dell'Australia, è stata portata nella nostra clinica con un arto compromesso e alcuni residui di muta sul corpo.
I problemi di salute che più frequentemente riscontriamo sono dovuti ad allevamento ed alimentazione scorretti. Nel caso esaminato, la dieta fornita era completa ed attinente a quelle consigliate per animali simili; nonostante ciò a volte patologie simili si verificano lo stesso.
Spero che le informazioni sottostanti spieghino, almeno un minimo, il motivo per cui accadono e come poterle prevenire.

2017: On the Live Coloration and Partial Mitochondrial DNA Sequences in the Topotypic Population of Goniurosaurus kuroiwae orientalis (Squamata: Eublepharidae), with Description of a New Subspecies from Tokashikijima Island, Ryukyu Archipelago, Japan

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in 2017

Masanao Honda & Hidetoshi Ota

 Goniurosaurus kuroiwae sengokui

Nel 2014, Honda e collaboratori condussero uno studio sui Goniurosaurus giapponesi che riportò G. orientalis da specie a sottospecie di G. kuroiwae e con essa riabilitarono anche la sottospecie nominale G. k. kuroiwae. Studi più recenti condotti nel corso del 2017, hanno portato alla luce l'esistenza di una nuova specie.
Honda e Ota, già precedentemente collaboratori, hanno scoperto che la popolazione di Goniurosaurus kuroiwae orientalis presente nell'isola di Tokashikijima nell'arcipelago Ryukyu, è in realtà una nuova sottospecie.
Analisi morfologiche e genotipiche dimostrano come questa popolazione sia in realtà distante dalla sottospecie a cui si pensava appartenesse.
La nuova sottospecie è stata chiamata Goniurosaurus kuroiwae sengokui, in onore e memoria del ricercatore Showichi Sengoku.

2017: A new karst dwelling species of the Gekko japonicus group (Squamata: Gekkonidae) from central Laos

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in 2017

Vinh Quang Luu, Truong Quang Nguyen, Minh Duc Le, Michael Bonkowski & Thomas Ziegler

 Gekko nadenensis

Un recente studio di Vinh Quang Luu e collaboratori, svolto nella provincia di Khammouane in Laos, identifica una nuova specie appartenente al gruppo Gekko japonicus.
Questo nuovo geco, nominato Gekko nadenensis, è molto simile a G. bonkowskii e G. thakhekensis, ma i ricercatori evidenziano chiare differenze fenotipiche e genotipiche. Infatti, la nuova specie, differisce geneticamente per un 7% dalle altre.
Gli studiosi hanno nominato la specie in onore della località di Naden, in cui il geco è stato ritrovato. Ciò per sottolineare l'importanza di tutelare e conservare la biodiversità e la natura di quella foresta calcarea.