Nuove specie 2016

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in 2016

A due mesi dalla fine del 2016 tiriamo le somme, con 42 nuove specie di gechi, si è rivelato un anno prolifico per la ricerca tassonomica.
Il genere Cyrtodactylus si riconferma quello più numeroso al mondo, toccando le 230 specie di cui 17 appena descritte.


 

Diplodactylidae:
Crenadactylus occidentalis - Doughty, Ellis & Oliver, 2016
Crenadactylus pilbarensis - Doughty, Ellis & Oliver, 2016
Crenadactylus tuberculatus - Doughty, Ellis & Oliver, 2016
Diplodactylus ameyi - Couper & Oliver, 2016
Oedura bella - Oliver & Doughty, 2016
Oedura fimbria - Oliver & Doughty, 2016
Oedura luritja - Oliver & Mcdonald, 2016
Strophurus congoo - Vanderduys, 2016

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http://www.italiangekko.net/ig/index.php#sigFreeIdf0e4ed90cc


 

Quanto mangia un geco?

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in Articoli Terraristici

quanto mangia header

Dopo aver risposto al tormentato quesito "Perché il mio nuovo geco non mangia?", ho pensato di rispondere ad un'altra domanda che spesso mi assilla "Quanto deve mangiare il mio geco?".

Sì, dopo aver scritto due righe sull'alimentazione dei gechi, dopo aver pubblicato un pezzo sui valori nutritivi delle prede, c'è ancora bisogno di chiarire alcuni punti!

Direi che prima di tutto andrebbe capito ogni quanto mangia un geco, perché inutile sapere le quantità, se non si sa ogni quanto.
Bene, un geco in natura mangia tutti i giorni, ma la quantità di prede solitamente non è paragonabile a quella disponibile in cattività e nei casi in cui lo è, beh si possono osservare animali sovrappeso o obesi (ho potuto vedere Hemidactylus frenatus veramente grassi, su pareti illuminate che attirano insetti tutta la notte).
In cattività mediamente, un geco adulto mangia 3 volte a settimana, 4 volte i sub-adulti e 6 volte i primi 3-4 mesi di vita.

Bene, ora possiamo passare al "quanto", no, non è vero.
Prima del quanto va capito che insetti si usano, perché una dieta a base di blatte o grilli è tendenzialmente molto ben bilanciata, una a base di tarme della farina no.
Premesso che la dieta mono-insetto è valida solo utilizzando i grilli (Acheta domestica in primis) e blatte (Shelfordella lateralis la più indicata) e nel caso di reperibilità e di predazione da parte dei gechi, i bachi da seta (Bombyx mori).
Per gli Eublepharis macularius, sono ben accette diete a base di tarme della farina (Tenebrio molitor), ma vanno apportate le giuste integrazioni vitaminiche (vedi l'articolo sull'allevamento del geco leopardino).
Quindi, fatta premessa (probabilmente scontata) che gli insetti sopra riportati sono quelli che vanno utilizzati alla base della dieta, si potranno variare alcuni pasti con altri insetti come: caimani (Zophobas morio), pesciolini d'argento (Lepisma saccharina), camole del miele (Galleria mellonella), mosche (Musca domestica), larve di mosca soldato (Hermetia illucens), neonati di topo e un po' tutti quegli insetti comunemente reperibili in commercio.
Ovviamente le prede che si utilizzeranno per variare la dieta, andranno somministrare al massimo 1 volta alla settimana (e non sempre le stesse), le più grasse 1 volta al mese e in quantità ridottissime (le camole del miele ad esempio, non più di una a pasto).
Un modo intelligente per farsi un'idea degli alimenti migliori da utilizzare per variare la dieta, è appunto leggere l'articolo sui valori nutrizionali delle prede, in questo modo si potrà decidere se dare un alimento più o meno grasso (magari ad una femmina in riproduzione) o più o meno proteico.
Con i gechi onnivori, almeno 1 pasto a settimana dovrà essere a base di frutta e/o preparati apposti, al posto degli insetti.
Sui preparati per gechi frugivori e sulle integrazioni, andrebbe aperto un capitolo a parte, che in questo caso sorvolerò per riprenderlo in altra sede.

Ok, è giunto il momento di svelare l'arcano! No scherzo.
Sì perché prima di passare al punto finale, ci sarebbe un altro fattore da considerare, il metabolismo del singolo animale.
Insomma, io posso anche dirvi di dare 5, 6, 8 insetti ogni tot, ma se 2 gechi diversi della stessa specie, ingrassano in modo diseguale, cosa succede?
Cosa voglio dire? Dico che prima di tutto, bisogna imparare a conoscere i nostri animali e regolarsi di conseguenza.
Ad esempio, tendenzialmente le femmine diventano un po' più rotonde dei maschi, questo perché nella stagione riproduttiva necessitano di più energie per lo sviluppo delle uova/piccoli.
Mentre se 2 maschi o 2 femmine, sono palesemente più in carne uno rispetto all'altro, forse c'è qualcosa che va rivisto nella dieta del più robusto. Questo perché come negli umani, alcuni gechi hanno un metabolismo un po' più lento, o semplicemente sono più sedentari, quindi se geco 1 mangiano 4 grilli non ingrassa, geco 2 mangiando uguale diventerà obeso.
Guardare i propri animali, studiarli e comprenderli è la base per il buon allevamento, fatelo!

Aristelliger georgeensis: Esperienza di allevamento

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in Articoli Terraristici

Aristelliger georgeensis header

Nel Settembre 2007 ebbi la fortuna e l'opportunità di avere una coppia di Aristelliger georgeensis, gechi che prima di allora non ebbi modo di allevare ma nemmeno di vedere dal vivo in fiere o presso allevatori (italiani o esteri).
L'unico riferimento che avevo su questa specie erano due foto trovate molto tempo prima on-line, oltretutto scomparse assieme al sito che le custodiva.

Aristelliger georgeensis è un geco di medie dimensioni (25cm i maschi, 20cm le femmine) originario del Sud America: Honduras, Messico (Quintana Roo, Cozumel), Belize, St. George Island, Isla de Providencia, Sta. Catalina, Crab Cay, San Andres, Swan Islands, Colombia (Castro, F. (pers. comm.)).

Non essendo una specie comune era impossibile avere notizie certe sull'allevamento e la riproduzione di questi animali, quindi allestii il terrario rifacendomi alle condizioni ambientali del loro habitat naturale, prendendo come riferimento i pochi articoli scientifici su di essi (tra cui alcuni difficilmente reperibili e che mi feci spedire direttamente dall'autore).
La mia coppia di gechi arrivò dal Belize e fortunatamente chi me la portò seppe illustrarmi in modo abbastanza preciso l'habitat in cui vennero presi gli animali, quindi apportai alcune modifiche al terrario che avevo già allestito.

Perché il mio nuovo geco non mangia!?

Scritto da Emanuele Scanarini. Postato in Articoli Terraristici

header non mangia

Negli anni, una delle domande più frequenti a cui ho dovuto rispondere è "perché il mio geco non mangia, anche se è con me da qualche giorno?", quindi oggi mi prendo un po' di tempo e scrivo qualche riga.

Premetto che i gechi, se sani e stabulati in modo corretto, non si lasciano morire di stenti e che perché accada ci vogliono mesi di digiuno ininterrotto (almeno per le specie di taglia medio-grande come Correlophus ciliatus, Eublepharis macularius, Rhacodactylus auriculatus, Gekko gecko, ecc...).

Quindi perché alcuni gechi appena arrivati a casa, anche se messi nel terrario con tutto ciò che serve, non ne vogliono sapere di mangiare?
Semplice, perché nella maggior parte dei casi sono stressati, bisogna considerare, che sopratutto gli esemplari ceduti nelle fiere, sono sottoposti ad un viaggio piuttosto lungo, da casa dell'allevatore/commerciante alla fiera, rimangono magari esposti ore, per poi farsi un nuovo viaggio dalla fiera alla nostra abitazione.
Al trantran del viaggio, aggiungiamo che il geco arriverà sì in un terrario ottimale alla sua gestione, ma è un posto nuovo, un territorio da scoprire, che ovviamente non ha l'odore del nostro nuovo amico. I gechi sono animali territoriali, necessitano di sentirsi sicuri nel loro terrario, ma se questo non avrà il proprio odore, come potrà esser riconosciuto come suo territorio e quindi esser tranquillo?
A questo punto potrebbe esser tutto risolto fine degli stress, invece no, perché la maggior parte di voi neofiti si fa prendere dall'ansia (giustamente eh, capisco che il non avere esperienza in merito metta a disagio, poi il non mangiare è ovviamente visto come un fatto  grave) quindi iniziate a fare 4632 tentativi d'alimentazione e di revisione del terrario. Ad esempio: provate 50 tipi di insetti in 2 giorni, spostate 72 volte le tane in 4 giorni, cambiate 3 volte il substrato in 4 minuti, cambiate le temperature 6 volte al giorno, costruite un obelisco pregando un dio minore, ecc...

Ora siamo onesti, mettetevi nei panni del geco, vi fate un viaggio di 3-4 giorni, arrivate e in albergo vi accendono il climatizzatore e ogni 3 ore vi cambiano la temperatura tra i 15°C e i 25°C, poi lo spengono e vi accendono il riscaldamento, mettendovi a vostro agio con 45°C, poi vi cambiano stanza, vi danno le coperte pesanti, poi non ve le danno proprio, poi vi cambiano di nuovo camera e quando finalmente avete trovato un modo per dormire vi svegliano per pulire la stanza. Come se non bastasse vi offrono in pasto la peperonata di zia Carmela, i sofficini, l'insalata scondita, le orecchiette alle cime di rapa e chi più ne ha più ne metta... e insomma, se non siete stressati, almeno arrabbiati lo sarete di certo!

Quindi, cosa c'è da fare quando si porta a casa un nuovo geco?
Semplicemente NIENTE! Sì sì, ho scritto NIENTE, mettete il geco nella sua nuova casa e fate finta che non ci sia, lo so è difficile perché siete curiosi, ma fingete di non averlo comprato per 5-7 giorni (anche se è un baby, mentre se si tratta di specie piccole o micro, i tempi si accorciano, dopo un paio di giorni sono tendenzialmente pronti a fagocitare il mondo). Dopo questo periodo offrite 3-4 insetti al geco e vedete cosa ne pensa, son certo che mangerà!

Ecco sarà a questo punto, dopo 5-7 giorni, che se il vostro geco non mangerà, allora dovrete iniziare a porvi (e a pormi) delle domande, perché potreste aver commesso un errore di stabulazione, potrebbe esserci qualche patologia in corso, potreste aver offerto insetti a cui il geco non era abituato, ecc...

E' tutto, spero che queste poche righe siano state utili a chi è alla prima esperienza, per evitare stress ai propri animali e a se stessi.